Costi – Terzo capitolo del Business Plan

costi

Per aprire e far andar bene la tua attività, dopo aver calcolato i ricavi, non puoi fare a meno di calcolare i costi all’interno del tuo Business Plan.

Ovviamente dovrai calcolare i “costi di avviamento”, ma non solo quelli. Infatti dovrai quantificare anche i costi per portare avanti il business, le operazioni che farai ed anche le singole componenti dell’offerta avranno un costo.

E’ chiaro che ci saranno dei costi fissi (come l’affitto) e dei costi variabili (come il prezzo delle materie prime comprate ogni giorno), ma è inutile dividerli in questa sezione. Li divideremo quando andrai a fare i calcoli nel prossimo capitolo del Business Plan.

Il miglior consiglio che posso darti è di annotare in un file o su un pezzo di carta tutto ciò che devi comprare con a fianco il prezzo. Fare tutto a mente è impossibile, o meglio, ti verrebbero fuori numeri non reali o quantomeno non precisi. Se il costo d’avvio della tua attività fosse di 30.000 euro invece dei 25.000 calcolati a mente, vorrà dire che dovrai trovare 5.000 euro extra oppure dovrai tagliare cose importanti per il tuo business. Questo non è accettabile perché potrebbe o arrestare completamente l’avvio dell’attività (dopo aver già speso 20.000 euro) o farla partire senza avere i presupposti per farla andar bene.

Quindi, calcola i costi della tua attività, annotali da qualche parte e poi elencali in ordine nell’apposito capitolo del Business Plan.

 

Luogo fisico

 

Da dove gestirai la tua attività? Che sia un magazzino, un ufficio o uno scantinato, se avrà un costo, dovrai calcolarlo. I costi legati al luogo fisico non si fermano ad affitto e utenze, devi considerare tutto ciò che concorre alla formazione del tuo luogo di lavoro. Servono sedie, scrivanie, scaffalature, espositori ed altri oggetti d’arredamento? Sappi che questi hanno un costo.

 

Attrezzature per lavorare

 

Cosa ti serve per essere operativo? Computer, attrezzi da cucina, macchina fotografica, software, divise e protezioni da lavoro e altri oggetti indispensabili per permetterti di produrre la tua offerta? Anche questi hanno un costo e dovrai metterlo in conto.

 

Risorse e materie prime

 

Quali sono le componenti della tua offerta? Lavoro fisico e/o mentale, software presi su licenza, stoffe e tessuti hanno un costo e concorrono a comporre il costo totale del tuo prodotto/servizio. Ogni singolo aspetto della tua offerta ha un costo materiale di cui dovrai tener conto perché andrà a ridurre il guadagno netto finale. Se dovessi prendere soldi in prestito, anche gli interessi passivi pagati su quei prestiti andrebbero a comporre la sezione dei costi.

 

Formazione

 

Onestamente, sai quello che stai facendo? Se pensi di dover migliorare in qualcosa, allora dovrai o affidarti a qualcuno che ne sappia più di te, o andare per tentativi. Non illuderti che la seconda strada sia “gratis”, perché non lo è affatto. Gli errori si pagano e le prove costano tempo e denaro.

 

Burocrazia

 

Per aprire una qualunque attività in Italia ci sono dei costi da sostenere in termini di licenze, autorizzazioni e registrazioni. Informati bene sui requisiti da soddisfare prima di avviare la tua attività, altrimenti potresti essere rallentato parecchio dalle lungaggini burocratiche. Puoi chiedere assistenza online sul sito della camera di commercio e loro ti rindirizzeranno verso chi di dovere. Spesso ci sono dei costi burocratici da sostenere anche dopo avere avviato l’attività, come il rinnovo dell’iscrizione ai registri della camera di commercio o altri costi legati ad operazioni speciali (fusioni, cambi di statuto, acquisizioni, ecc..).

 

Marketing

 

Sia per partire che per mantenere la tua attività in piedi e farla decollare come si deve, le persone devono venire a conoscenza della tua offerta. Come? Attraverso la strategia di marketing. Questa ha già un costo in sé in quanto potresti redigerla con l’ausilio di un consulente e dovrai fare o commissionare ricerca e analisi di mercato. Quindi ha un costo sia economico che in termini di tempo. Poi dovrai stabilire un budget in pubblicità in base ai canali ed al target che scegli.

 

Tipologia di vendita

 

Anche il modo in cui vendi potrebbe avere un costo. In molti casi non ce l’ha, come la vendita diretta in cambio di un contestuale pagamento. In pochi altri casi si, ad esempio se vendessi su abbonamento, dovresti organizzare tutta la struttura per supportare l’abbonamento: pagina web dedicata, email di rinnovo, rinnovi di sistema automatici, blocco dei rinnovi, eventuale carta fedeltà fisica, ecc..  Non sottovalutare quindi le procedure che portano alla vendita del tuo prodotto/servizio, perché a volte anch’esse hanno un costo.

 

Spedizioni

 

Chi paga per far arrivare il prodotto/servizio al cliente? Devi pagare per il materiale in entrata?

 

Partnership

 

Spesso entrare in partnership ha un costo, anche se non considerato. Ad esempio entrare in partnership con un ente come l’università, potrebbe giovare dal punto di vista della quantità di clientela. Ma ovviamente dovrai dare qualcosa in cambio, spesso sconti sul prodotto finale. Il costo in questo caso è la riduzione del prezzo di vendita ed andrà naturalmente ad erodere il tuo guadagno netto. Ma se dovessi vendere 10 bibite in più a fine giornata, anche ad un prezzo un po’ più scontato, alla fine fanno comunque comodo (ammesso che 10 ordini in più non vadano ad ingolfare troppo la tua attività).

 

Tasse

 

Puoi chiedere all’agenzia delle entrate o cercando su internet o al tuo commercialista, quale percentuale di tasse devi pagare ogni anno sul tuo fatturato, compresa l’IVA. Ovviamente il fatturato sarà poi ridotto dalle varie voci che il commercialista metterà in conto (costi materie prime, formazione, affitto, stipendio dipendenti, ecc…). Ma se oltre al fondatore della tua attività, fossi anche un lavoratore all’interno della stessa, dovrai per forza calcolare IRPEF e INPS ed a meno che non rientri in una categoria speciale in grado di ricevere tariffe agevolate, solitamente solo queste due voci ti fanno arrivare intorno al 50% di tasse da pagare sul tuo stipendio. Anche questo comunque lo saprà con certezza il commercialista.

 

Cosa succederebbe se i costi eccedessero i ricavi?

 

Se ciò succedesse solo nella fase iniziale, rientrerebbe nella normalità delle cose. Se invece la sommatoria di tutti questi costi elencati, pareggiasse o fosse più alta delle stime di entrate future, allora la scorciatoia di aggiustare le tue stime rendendole più “ottimistiche” non è consigliabile. Dovrai o modificare la tua idea per renderla profittevole (senza andare contro ricerche ed analisi che hai fatto), o abbandonare la barca e ripartire da una nuova idea. Ma questi calcoli li affronterai nel capitolo successivo, quello dei conti.

Prima di andare avanti, hai sostenuto o pensi di sostenere qualche costo che non è presente nella lista? Scrivimelo nei commenti qui sotto o nel mio post su LinkedIn e ti rispodnerò.

 

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