TeacherCo – Intervista al Founder Bepi Petino

TeacherCo

Un’integrazione ai miei articoli su come trovare un’idea e su come fare un’analisi di mercato, è rappresentata da questo esempio fornitoci da un neo imprenditore italiano, Bepi Petino con la sua TeacherCo.

Ogni tanto su testate giornalistiche appaiono statistiche su problematiche di interi mercati o singoli settori. Spesso si parla di ostacoli, problemi che incontrano gli imprenditori o gli utenti. Oltre a parlare del problema, spesso si parla anche di numeri e quindi vengono indicate le percentuali o la quantità di persone che riscontra il problema senza riuscire a risolverlo.

 

Suona qualche campanella? Esatto, queste sono tutte idee preziose che puoi decidere di sviluppare o meno

 

Stavolta Bepi è stato fortunato, il giornale ha parlato di un problema che ha vissuto lui stesso in prima persona e gli ha fatto sapere che altre migliaia di imprenditori hanno lo stesso problema. Facile così, ricerca ed analisi di mercato sono già belle che fatte gratuitamente da testate giornalistiche!

Quindi, questo è il caso di TeacherCo, che dopo aver visto su Forbes che il 61% degli imprenditori intervistati dichiara di essere scontento dei candidati selezionati e di tutto il processo di selezione del personale, ha deciso di risolvere il problema.

Durante questa intervista TeacherCo si trovava nella sua fase di test. Ha infatti già trovato l’idea, fatto ricerca ed analisi di mercato con valutazione del rischio e steso un business plan.

 

L’idea di TeacherCo non è nata da un’esperienza esoterica, ma dalla lettura dell’articolo sul giornale

 

Evidentemente Bepi aveva in quel momento la mente aperta a trovare nuove idee! Ha annotato il problema, ha salvato tutti i dati che ha raccolto finendo analisi e ricerca di mercato in men che non si dica (perché le ricerche erano già state fatte dal giornale) e si è concentrato sul trovare la soluzione, TeacherCo.

Dopo qualche giornata di riflessione, Bepi, proprietario di una scuola privata con 16 impiegati, ha deciso di usare come soluzione un concetto utilizzato in economia e gestione delle risorse ambientali, quello dell’economia circolare. E’ un concetto facile se pensiamo alla raccolta differenziata, ma difficile se pensiamo di usarlo nell’ambito della ricerca di lavoro. Tenterò di spiegarlo in poche righe:

Tutto ruota intorno alle soft skills. Secondo Bepi un lavoratore senza esperienza in quel determinato settore, ma con la giusta motivazione e le giuste abilità “soft” come ad esempio il “team management” o “alto livello nell’utilizzo di word ed excel”, nel breve/medio termine può svolgere quel determinato lavoro meglio di chi ha esperienza nel campo ma non ha quelle soft skills. Ciò vuol dire una cosa importantissima, con un determinato “pacchetto di soft skills”, chiunque senza esperienza potrebbe fare qualunque lavoro (partendo da entry level). Poi, se lo decidesse, potrebbe con altrettanta facilità cambiare lavoro ed entrare in un settore completamente nuovo, riciclandosi.

La vision di Bepi è quella di creare un mercato del lavoro “fluido”, dove il lavoratore può tornare a lasciare e prendere lavori con facilità, come negli anni d’oro in cui non c’era disoccupazione. In questo modo sarebbe in grado di trovare finalmente il lavoro che gli piacerà fare nella vita e non lo lascerà. Con grande gioia del datore di lavoro.

Inutile dire che amici e parenti di Bepi pensino che l’idea sia banale. Se lo pensi anche tu, leggiti l’articolo sulla banalità delle idee e cambierai opinione. Marino Di Clemente (programmatore) è uno di quelli che crede in Bepi e per questo ha deciso di aiutarlo a costruire la piattaforma di TeacherCo. Un’altra botta di fortuna, perchè senza un programmatore si sarebbe rimasti allo stage di concept.

 

Finora Bepi ha fatto tutto ciò che è necessario per avere un business di successo

 

Gli è stato suggerito quasi tutto dall’articolo che ha letto, quindi gli è bastato verificare l’attendibilità delle informazioni raccolte e riunirle in un unico documento. Ora si trova nella fase di test perché nonostante la sua idea sia potenzialmente applicabile ad ogni settore del mondo lavorativo, ha deciso di testarla nel solo settore dell’educazione. Infatti il suo sito si chiamerà TeacherCo e sarà lanciato a Gennaio 2019 grazie anche al duro lavoro di Marino.

Nei panni di Bepi, essendo già proprietario di una scuola privata con 16 dipendenti, avrei testato l’utilità del servizio anzitutto nella mia scuola. In caso di riscontro positivo avrei proceduto coinvolgendo altri direttori di scuola, magari dietro piccolo compenso. Se ciò avesse funzionato, questa sarebbe stata la mia fase di test, gratuita (o quasi) e su un mercato relativamente piccolo. Avrei quindi poi proceduto nell’investire le mie capacità economiche ed il mio tempo direttamente sulla fase di azione, aprendo più di una piattaforma specializzata per coprire più settori del mercato del lavoro. Insomma, avrei pensato in grande.

Ma il suo Business Plan prevede che ha abbastanza tempo e disponibilità finanziarie per avviare la fase di test con TeacherCo. Quindi, perché no! Se funzionasse, aprirà altri siti specializzati per coprire gran parte del mercato lavorativo. O magari ingloberà TeacherCo in una piattaforma più grande.

Come vedi ci sono tutti i presupposti per un’idea di successo, ma il lavoro non è finito qui. Se la fase di test avesse successo, allora Bepi dovrà passare all’azione, con l’avvio di una nuova e più grande attività, che comprenderà nuovo personale, strategie di marketing, partnership, ecc…

Quante cose potrebbero andare storte! Ma se Bepi continuerà a seguire i suggerimenti per avere un business di successo, allora avrà il suo business di successo!

E tu? Come hai trovato la tua idea? Sei stato fortunato come Bepi o hai dovuto fare tutto da 0 contando solo sulle tue forze? Scrivilo nei commenti qui o sul mio post di LinkedIn e ti risponderò.

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