Campagna Crowdfunding di succcesso

crowdfunding

Hai superato tutti i passi verso il successo, hai un test tra le mani che vale oro e che ti ha fornito migliaia di dati preziosi per convincere chiunque del valore della tua idea, ora cerchi finanziamenti attraverso una campagna Crowdfunding.

Io sono un gran frequentatore di piattaforme funding come investitore, tra cui il crowdfunding. Ho inoltre partecipato a diversi incontri di startupper dove presentavano dal vivo le loro idee ad una platea di investitori. Ho poi fatto una ricerca su internet per vedere cosa non è detto e cosa non è spiegato bene sul come fare una campagna di funding e quindi qui ti elencherò tutto ciò che non ho trovato. Ovviamente per esigenza di completezza, devo partire dall’inizio.

 

Hai una serie di cose da fare. Per prima cosa devi capire ciò che realmente ti serve. Sicuro che sia Crowdfunding?

 

Ad esempio, se stai creando qualcosa di nuovo dal punto di vista tecnologico, potrebbe essere più facile trovare investitori (Business Angel o Equity Funding) o produrre in prevendita (Crowdfunding), anzichè cercare prestiti d’onore (Social Lending). Al contrario, se stai producendo qualcosa di forte impatto emotivo, come ad esempio un romanzo o un libro sulla povertà, le donazioni sono la via più congrua alle tue esigenze (Donation Crowdfunding). Inoltre, potresti preferire un unico investitore che aiuti con le sue competenze e conoscenze (Business Angel), ad una platea di piccoli investitori che si aspettano nella maggior parte dei casi solo un ritorno economico (Equity Funding o Social Lending).

Esistono quindi vari modi di raccogliere finanziamenti. Li elenco tutti in un articolo dove parlo di come trovare finanziamenti per la tua idea. Ti suggerisco di dargli un’occhiata perché, come hai capito, ci sono diversi modi per raccogliere fondi e la tua idea potrebbe essere interessante per un canale e non per gli altri. Lì ci sono anche link a liste di piattaforme attualmente disponibili, divise per categoria.

 

Secondo: all’interno del canale che hai scelto, quale piattaforma di è la migliore per le tue esigenze?

 

Ogni piattaforma ha una sua platea di persone interessate ad investire in uno specifico settore. Ad esempio ci sono piattaforme crowdfunding dedicate al mercato immobiliare, altre dedicate a quello musicale, altre ancora dedicate a progetti di natura sociale, culturale o ambientale e così via. Se scegli la piattaforma solo in base all’affluenza di persone che genera, stai sbagliando. Su centinaia di migliaia di persone che una piattaforma crowdfunding di musica può attirare, nessuno sarà interessato ad acquistare il tuo software gestionale, o il tuo gioco di guerra su IOS, o il tuo macchinario per applicazioni mediche.

Quindi cerca su internet piattaforme specifiche che offrano prodotti specifici solo per il tuo stesso target di clientela.

 

Terzo: devi sapere esattamente cosa comunicare alla tua audience

 

Comincia descrivendo brevemente chi sei e cosa fai. 25 parole al massimo.

Poi vai subito al succo della comunicazione, inizia dal descrivere quali sono le esigenze del tuo target, non dalle tue. Che problema hanno? Che emozioni suscita lo scontrarsi con questo problema? Non dovrebbe essere difficile se hai già fatto un test ed è stato un successo.

Prosegui con la soluzione al problema. In che modo risolvi i loro problemi? Che emozioni suscita l’avere il problema risolto? Anche questo è facilmente ricavabile da un’intervista ai clienti che hai approcciato durante il test.

Ora è il momento di scendere nel tecnico (noioso). Non scrivere troppo, concentra i dati raccolti in una o più infografiche ad esempio, non sprecare più del 20% del video e del testo in questo aspetto. Cosa scrivere? I dati ricavati da tutte le ricerche precedenti il test e quelli ricavati dal test stesso. Quindi forza e debolezza della concorrenza, forza della tua offerta, caratteristiche tecniche dell’offerta, interesse generato dal tuo test e coinvolgimento della comunità intorno a te.

Ok, siamo arrivati al gran finale. Ora devi comunicare ciò che cerchi. Perché stai cercando finanziamenti? Cosa devi farci? Che risultati genererebbero tali finanziamenti in termini sia di soddisfazione del cliente che emozionali per te? Anche questa fase dovrebbe essere breve, circa il 5% di tutto l’elaborato.

 

L’80% di tutta la tua comunicazione dev’essere concentrata sull’aspetto emozionale

 

Che sia un investitore o un donatore o un cliente che acquista in prevendita, le emozioni hanno sempre il loro peso. In questa parte puoi anche utilizzare numeri e statistiche, ma utilizzando un linguaggio emozionale in grado di toccare l’anima del lettore.

I numeri e i dati forniti non devono essere spiegati oltremodo, basta un breve riassunto esplicativo di tutto il lavoro che hai fatto, ma dev’essere breve ed esaustivo al tempo stesso. Più riesci ad essere chiaro e conciso su questo punto di vista, più trasmetterai un’immagine di serietà, che è la cosa più importante che devi trasmettere in questo 20%.

 

In entrambi i casi devi tener sempre presente la Piramide dei bisogni di Maslow

 

La possiamo utilizzare in questo caso com una lista di bisogni che qualunque target vuole sentir soddisfatti prima di poter “comprare ad occhi chiusi”. Quindi quando parlo di “aspetto emozionale”, intendo dire che bisogna costruire il testo comunicando principalmente il soddisfacimento di questi bisogni.

Col target inteso come cliente finale è relativamente facile, basta descrivere le caratteristiche della propria offerta e come queste rispondano ai suoi bisogni.

Farò un esempio con l’investore:

2 Aspetti più importanti, bisogno fisiologico e sicurezza. L’investirore ha bisogno di sapere che il prodotto che sta finanziando non gli porterà problemi di alcun genere. Dovrà essere rassicurato prima di tutto rischio del suo investimento e poi sul fatto che l’entità dell’investimento richiesto non sia tale da minare la sua stessa stabilità economica.

I 2 aspetti successivi sono appartenenza e stima. L’investitore dovrà sentire di star facendo qualcosa di molto importante. In cambio di questo suo gesto dovrà sapere di essere coinvolto negli aspetti più delicati dei procedimenti interni (quasi famigliari) dell’azienda in cui sta investendo e dovrà essere trattato con gratitudine per l’aiuto che sta dando.

L’aspetto finale è l’autorealizzazione. L’investitore dovrà sentire di aver fatto la scelta giusta. Per lui/lei infatti l’autorealizzazione sta nel fatto di sentirsi capace di non sbagliare, di non aver deluso le sue stesse aspettative. Quindi non solo cerca di massimizzare il ritorno, ma vuole avere la certezza di un minimo ritorno, così che comunque vada ne uscirà comunque sempre in piedi.

 

Quarto: servono testo e video

 

Non puoi pensare che la tua campagna possa essere di successo se non ci metti la faccia.

Le persone stanno investendo di più sul prodotto finale o su di te? Molti pensano che sia sul prodotto finale, quindi sull’idea. Sbagliato. Investono su di te! Ogni idea è potenzialmente buona, ma è l’esecuzione che fa la differenza. Se non trasmetti serietà e coinvolgimento personale ed emotivo nell’esecuzione dell’idea, nessuno ti darà retta.

Per questo, oltre al testo che dev’essere scritto come se fossi un amico al bar (per favorire la connessione emotiva col lettore) dovrai fare un video e metterci la faccia.

 

Quinto: per piacere, non dimenticarti della qualità!

 

Qualità del testo: chiarezza, grafici, infografiche, una scaletta precisa. Non andare avanti e indietro tra gli argomenti, sii lineare e conciso in ogni singola frase.

Qualità del video: assumi un professionista il cui stile sia in linea con il tuo prodotto (niente stile moderno e robotico per un prodotto artigianale ad esempio). Fallo lavorare almeno 2 giorni sulla raccolta di materiale e tutto il tempo necessario al montaggio finale. Mettiti a sua completa disposizione e fai tutto quello che ti dice. Esprimigli esattamente cosa ti serve e a quale scopo. Fagli vedere degli esempi presi da campagne di successo così da fargli capire la tipologia di video che ti serve.

 

Sesto ed ultimo: non è solo la piattaforma che ti aiuterà, dovrai raggiungere una comunità interessata anche attraverso altre vie

 

Avvisa tutti i tuoi amici, usa i social, invia newsletter ai tuo clienti, fai una campagna pubblicitaria, metti il tuo video anche su YouTube ed altre piattaforme per video.

Prima di lanciare la campagna, è utile cominciare a costruire un’audience per almeno un paio di mesi. Fallo attraverso i social, influencers e newsletter dedicate. Non puoi affidarti solo alla piattaforma, servono anche utenti esterni.

Presto avrò a disposizione un vero e proprio esempio di campagna di funding. Se ti interessa puoi rimanere aggiornato iscrivendoti alla newsletter o seguendomi su LinkedIn. Nel frattempo spero di esserti stato utile e di aver contribuito al successo della tua!

Se hai esperienze da condividere a riguardo e hai usato specifiche tecniche e strumenti che si sono rivelati utili, o vorresti usare degli strumenti ma non sai se possano andar bene per te, scrivilo nei commenti qui o sul mio post su LinkedIn e ti risponderò.

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