Tradurre in numeri il rischio di investimento

Rischio di investimento in numeri

Dopo aver calcolato il rischio di investimento, bisognerà tradurlo in numeri per avere una visione chiara dell’impatto economico dei rischi a cui si va incontro.

Nel Master in Project Management che ho portato a termine nel 2018, c’era un’intera sezione dedicata alla previsione e gestione dei rischi. Dopo l’elenco di alcuni metodi semplicistici che già conoscevo, finalmente arrivai al dunque.

Come tradurre in numeri le ipotesi di rischio

 

Riprendendo l’articolo su come calcolare il rischio di investimento, anche in questo caso, sarai tu a fare tutti i conti perché saprai quali sono le probabilità che i rischi individuati si verifichino.

Ad esempio, ipotizziamo di trovarci in questo primo caso:

 

VoceRischioCapacità
Carenza di capacità del proprio team55
Concorrenza44

 

Saprai da 1 a 10 quanto è probabile che sbaglierai i tuoi primi test? Se non te la senti di fare una stima basandoti solo sulle tue sensazioni (che spesso sono sbagliate, tra l’altro), affidati ai curriculum dei tuoi collaboratori:

  • Quanta esperienza hanno maturato nel settore?
  • Hanno già portato a termine progetti simili? Con quali risultati?
  • Hanno ricevuto dei riconoscimenti per il lavoro svolto? Puoi sempre controllare le loro referenze lavorative e fare domande più specifiche al loro ex datore di lavoro.

Una valida alternativa al metodo di investigazione è il coinvolgimento diretto del tuo team. Loro sapranno di cosa hanno bisogno per svolgere i loro compiti e se gliene darai occasione, te lo diranno.

Inoltre, potresti fare delle prove preliminari, dei test sula creazione di prodotti/servizi molto simili che costino molto meno. In questo modo raggiungeresti la duplice finalità di aumentare le competenze e l’affiatamento del team e di testare realmente le loro capacità prima di fare il grande passo sulla creazione del prodotto/servizio simile ma molto più costoso.

Infine, potresti chiedere una consulenza esterna ad esperti del settore. O far partecipare il tuo team a corsi di formazione o a convegni internazionali per formarli per bene prima di coinvolgerli nel progetto.

 

Detto ciò, come trasformi le parole in numeri?

 

Semplice (sono rimasto anche io basito quando ho letto le relazioni degli “esperti”) se hai assegnato un valore pari a 1 allora la probabilità di errore sarà uguale al 10%, se invece avrai assegnato un valore uguale a 9 allora la probabilità sarà del 90%.

Davvero molto deludente, ma d’altra parte se esistessero metodi meno soggettivi, saremmo tutti certi dei nostri investimenti.

E’ vero che esistono dei rischi più oggettivi, come quello di fallimento di uno stato, che è calcolato da migliaia di persone in tutto il modo (e comunque basato su considerazioni soggettive). O come quello intrinseco del mercato di riferimento, calcolato sulla base della quantità di aziende operanti in quel settore che chiudono ogni anno. Questi sì che sono numeri più o meno attendibili e disponibili sul web. Io però darei molta più importanza ai rischi “soggettivi” perché sono quelli che fanno davvero la differenza.

 

Comunque l’aspetto importante e stavolta calcolabile sta in ciò che segue:

 

Ti avverto, da qui alla fine di questo articolo il discorso si fa un po’ più complicato perchè sono coinvolti dei numeri. Comunque non è necessario che applichi alla lettera tutto ciò che leggerai qui, basta capirne il concetto:

In termini economici ed in numeri, che impatto ha la realizzazione di ogni rischio preso singolarmente? Riprendendo l’esempio di su, quanto ci costerà rifare un test? Beh, questo è abbastanza calcolabile. Nel nostro esempio ci sono proprio dei range di tariffe predeterminati nel caso dovessi fare una tipologia di test. Ma allarghiamo l’applicabilità del nostro esempio con un paio di domande: quanto ci costerà riprogettare il prodotto? Oppure, quanto ci costerà riesaminare il servizio ripartendo da 0 e rifacendo tutte le ricerche? Anche in questi casi si può calcolare il danno in numeri.

Quindi il costo dei materiali + il costo della manodopera + le varie spese sostenute in quell’arco di tempo (affitto uffici, luce, spazzatura, ecc..) + eventuali mancati guadagni + costo soluzione del problema (ad esempio assumere un Project Manager) = Costo di realizzazione del rischio.

Ed eccoci arrivati alla fine dei conti. Moltiplicando la probabilità di realizzazione del rischio al costo di una sua realizzazione, otterremo l’impatto economico di ogni singola voce messa in tabella. E non in percentuali o ipotesi o altro, bensì in numeri interi!

 

Per i più pignoli

 

Sì, bisogna attualizzare il valore dei rischi futuri. Ad esempio il rischio di mancato aggiornamento sui metodi di comunicazione ci farà perdere in termini di mancato guadagno a partire dall’anno 4 e quindi potremmo dover assumere un Marketing Manager in quell’anno. Per calcolare l’impatto economico di tale rischio, dovremmo attualizzare il costo dell’assunzione di un Marketing Manager ed il mancato guadagno, moltiplicarlo per la percentuale di realizzazione del rischio ed otterremo l’impatto economico ad oggi, a cui dobbiamo sottrarre il ritorno economico attualizzato. In certi casi tali costi potrebbero finanche scoraggiare l’avvio del progetto.

Ad esempio: Ipotizziamo di creare un prodotto che abbia un ciclo di vita di 10 anni, dove al decimo anno ipotizziamo che vada fuori mercato. Se tale vita si riducesse a 4 anni, l’impatto economico sarebbe enorme: Eventuali costi per ideazione/produzione prodotto sostitutivo + Mancati guadagni = Totale costi. Se la percentuale di realizzo del rischio fosse del 50%, sottraendo tale dato dal ricavo ipotizzato vediamo che potremmo addirittura essere in negativo e quindi dovremmo abbandonare l’idea (che comunque per i primi 4 anni avrebbe funzionato!)

Quindi, tornando alla tua situazione, una volta sommati gli impatti economici in tabella, vedrai a grandi linee quanti soldi dovresti mettere da parte nel tuo fondo “rischi e perdite”. Ce li hai questi soldi? Conviene ancora l’investimento? A te le conclusioni.

Io comunque non mi farei scoraggiare dai risultati, anzi userei questi dati per agire in modo da ridurre i rischi ed evitare future notti insonne.

Che calcoli hai fatto tu per giungere ad una conclusione numerica? Hai usato una consulenza o sei riuscito a fare tutto da solo? Scrivilo nei commenti del mio post su LinkedIn e ti risponderò.

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